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I Luoghi

  • Antica Roma e Via Flaminia: La Via Flaminia era fondamentale per i collegamenti tra Roma, la Gallia Cisalpina e tutta l'Europa settentrionale.
  • Rocche e Castelli: Secoli di storia nelle rocche e nei castelli a guardia delle valli e delle colline: non esistono molti altri luoghi in grado di raccontare il passato con tanta suggestione, tanto che la verità storica stessa finisce per confondersi nella leggenda.
  • Natura: Sulla costa il profumo della salsedine e le mille sfumature dell'azzurro del mare, nell'entroterra i colori sfaccettati di una flora rigogliosa: le Marche hanno un cuore verde che merita di essere scoperto, dalle Grotte di Frasassi ai parchi naturali, dai siti geologici della Gola del Furlo ai lupi dell'Appennino.
  • Porto e mare: Fano è il luogo di mare ideale, acqua premiata più volte per la sua purezza, fondali bassi e rassicuranti, alberghi e campeggi a pochi passi dal bagnasciuga, ristoranti dove si gusta pesce freschissimo, vanto di una città di lunga tradizione marinara. E' presente anche un porto turistico adatto a soddisfare tutte le esigenze di sicerezza e i comfort.

Fano è luogo ideale di soggiorno da cui partire per escursioni in città ricche di storia e d'arte.
A soli 50 chilometri si trova la rinascimentale e splendida Urbino, altrettanto vicine sono la rocca di Gradara dove si svolse la tragedia di Paolo e Francesca, l'inespugnabile forte di San Leo ove morì in carcere il conte di Cagliostro, la città di Pergola che custodisce un reperto romano unico al mondo, il gruppo dei "Bronzi dorati", le Grotte di Frasassi con un percorso straordinario attraverso stalagmiti e stalattiti.
I pellegrini troveranno, poi, nel Santuario mariano di Loreto una meta spirituale di forte intensità; a poca distanza, potranno visitare la medievale città umbra di Assisi, terra natale di San Francesco.

A due passi dalle campagne marchigiane, alla foce del fiume Metauro e sulla riva del mare Adriatico: ecco la posizione di Fano, città marchigiana in provincia di Pesaro e Urbino, ma ancora in odor di Romagna.
Ottima la rete stradale e ferroviaria: la direttrice nord-sud è costituita dalla Statale 16 Adriatica e dall'Autostrada A14, nonché dalla linea ferroviaria Bologna-Ancona.
Il collegamento con Roma è garantito dalla via Flaminia e dalla ferrovia Falconara-Orte.
Fano dista 45 chilometri dall'aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara da dove partono quotidianamente voli nazionali e internazionali e 42 km dall'aeroporto internazionale Federico Fellini di Rimini.

Distanze dalle principali città (km):

 

DISTANZE PRINCIPALI CITTA

Roma 289 Milano 372
Venezia 250 Firenze 208
Bologna 161 Assisi 131
Urbino 50 Ancona 48

Antica Roma e via Flaminia

La via Flaminia era fondamentale per i collegamenti tra Roma, la Gallia Cisalpina e tutta l'Europa settentrionale.
Così le città che si presentavano come snodi principali di questa direttrice conobbero una felice prosperità: da Rimini a Pesaro sino a Fano, poi verso Roma fino ad incontrare l'incredibile strozzatura della Gola del Furlo, uno straordinario canyon tra i monti Pietralata e Paganuccio, e quindi a proseguire fino a raggiungere la capitale dell'impero.
Chi oggi segue l'antico itinerario della via Flaminia, incontrerà siti archeologici di grande importanza, paesi cinti da mura e arroccati sulle colline della valle del Metauro, suggestivi scenari naturali: chilometri e chilometri di piccole meraviglie da scoprire senza fretta.


Il Percorso

La via Flaminia è un autentico museo all'aperto: ponti, gallerie, cippi stradali, iscrizioni, siti archeologici, sistemi fognari, ecc. Si parte da Fano (Fanum Fortunae) che, con il suo Arco d'Augusto (9-10 d.C.), è certamente una delle città del percorso dell'antica strada consolare che meglio conserva le sue vestigia romane.
A Tavernelle di Serrungarina sono stati rinvenuti oggetti come vasellame, anfore, monete e una rara testa marmorea di Attis, oggetti che sembrano indicare l'esistenza di un'antica stazione di sosta. Si possono osservare, sempre a Tavernelle, i resti di un'edicola sacra, per poi raggiungere, nel comune di Fossombrone, la località di San Martino del Piano dove è visibile l'area archeologica dell'antico Forum Sempronii. Poco distanti si trovano anche i resti di una domus con impianto termale. Da visitare il Museo Archeologico della Corte Alta, dove sono conservati molti reperti provenienti da quest'area. Non lontano si trova la località di Calmazzo, dove un recinto funerario d'epoca romana con due cippi ricorda la famiglia Cissonia. Da Calmazzo si arriva alla suggestiva Gola del Furlo, con la galleria di Vespasiano (76 d.C.) che si può ancora percorrere in auto. Superata la Gola, si giunge nel comune di Acqualagna dove, nei pressi dell'antica abbazia di San Vincenzo, si trova il viadotto romano costruito in età repubblicana con pietra del Furlo, che aveva lo scopo di riparare la strada Flaminia dalle piene del torrente Candigliano.
A Cagli (l'antica Cale) rimane il Ponte Mallio, costruito alla fine dell'età repubblicana e destinato un tempo ad attraversare il torrente Bosso. Ancora due ponti romani nel comune di Cantiano: a Pontericcioli, lungo un tracciato che devia dal percorso attuale della strada, emergono numerose strutture romane e il cosiddetto Ponte Grosso, di età augustea, a due arcate separate da un frangiacque. Un secondo monumentale Ponte Grosso consente, tuttora, alla via Flaminia di superare il fiume Burano, attraverso due arcate larghe circa 7 metri, con pilone centrale e frangiacque.


La Storia

L'opera viaria che mette in comunicazione la costa adriatica con quella tirrenica ha un "padre": il console romano Caio Flaminio. Per portare a termine l'ambiziosa opera furono impiegati migliaia di schiavi e anche le legioni del console si impegnarono nella non facile costruzione.
 

La strada divenne ben presto una via di respiro europeo e i romani la munirono di opere di edilizia stradale, come viadotti e mura di sostegno, nei punti più critici. Nei pressi dell'Abbazia di Petra Petrusa è conservato un viadotto di ottima fattura e, nella Gola del Furlo, sono ancora visibili ammirevoli opere murarie di sostegno alla strada. In seguito, fu un imperatore che si occupò dei lavori di miglioramento della Flaminia: Vespasiano, dal 70 al 76 d.C., fece infatti eseguire i lavori per l'apertura di una galleria che rese più agevole il superamento della gola.

Il destino della Flaminia è stato segnato da periodi più o meno lunghi di interruzione del transito causati dai massi che, precipitando dalle pareti del Pietralata, ne ostruivano il passaggio.
Oggi la via Flaminia, oltre a mantenere il ruolo di importante via di comunicazione stradale, consente al visitatore di percorrere un itinerario affascinante.


La Galleria

Il Furlo possiede quattro gallerie, ognuna delle quali rappresenta una tappa fondamentale nella storia della viabilità italiana.
La prima galleria umbro-etrusca fu costruita nel 400 a.C. e rispondeva alla necessità di sviluppare rapporti commerciali. Questa galleria misurava 8 metri in lunghezza, 3,30 in larghezza e 4,40 in altezza. La tecnica usata per la sua costruzione prevedeva un riscaldamento della roccia e quindi un immediato raffreddamento della stessa con acqua e aceto, per andare poi a lavorare con uno scalpello e asportare il materiale scheggiato. Ci vollero probabilmente un paio d'anni perché la galleria fosse portata a termine, ma gli effetti furono subito evidenti: finalmente la gola poteva essere attraversata anche quando le acque del fiume Candigliano erano in piena.

Successivamente, l'imperatore Vespasiano, memore delle difficoltà incontrate dal suo esercito nell'attraversare il Furlo, decise di rendere più agevole il passaggio scavandovi una nuova galleria. I lavori per la sua costruzione durarono sei anni e migliaia di schiavi furono impegnati nell'impresa. Al termine, la galleria aveva dimensioni di tutto rispetto: metri 38,30 di lunghezza, 5,40 di larghezza e 4,80 di altezza.
Negli anni ottanta l'ANAS mise in opera un progetto di adeguamento della Flaminia di due gallerie unidirezionali parallele. La prima è stata aperta al traffico nel 1985, la seconda nel 1991.

Rocche e castelli

Secoli di storia nelle rocche e nei castelli a guardia delle valli e delle colline: non esistono molti altri luoghi in grado di raccontare il passato con tanta suggestione, tanto che la verità storica stessa finisce per confondersi nella leggenda.
E da quelle colline cariche di storia e di arte Fano è a pochi chilometri: in auto, in moto, in camper, in bus, perfino in bicicletta riuscirete facilmente a raggiungere queste affascinanti mete.
Immaginazione e realtà si confonderanno in una sorta di magica macchina del tempo: la segreta di Cagliostro, la camera di Paolo e Francesca, le stanze di Lucrezia Borgia, i banchetti del Rinascimento.

Rocca Malatestiana - Rocca di Mondavio - Rocca Costanza

Un itinerario ricco di interesse può essere quello delle rocche comprese nelle immediate vicinanze del Comune di Fano.

Fano

La stessa Fano offre una prima occasione di sosta: la quattrocentesca rocca Malatestiana è, infatti, splendida testimonianza della dominazione della famiglia Malatesta. Uno strategico avamposto a difesa della costa e anche, all'occorrenza, faro per guidare la rotta dei marinai. L'ultimo avvenimento di rilevo che la Rocca ospitò, fu la sosta di Giuseppe Garibaldi nel 1848, durante la marcia dalla Romagna verso Roma.
 

Mondavio

A Mondavio, l'antica Mons Avium, caratterizzata da un dolce aspetto rinascimentale, la superba rocca Roveresca, opera di Francesco di Giorgio Martini, domina l'attenzione dei visitatori. La rocca è protagonista assoluta nel corso delle grandi rievocazioni storiche che culminano nel banchetto rinascimentale e nella caccia al cinghiale proposti ogni anno a metà agosto.

 

Pesaro

Anche Pesaro è meta del nostro itinerario: rocca Costanza, innestata nel lato est delle mura cittadine, resiste dal 1474 anno in cui, Luciano Laurana realizzò la sua progettazione.
Non lontano da Pesaro, segnaliamo il castello di Ginestreto, realizzato nel X secolo, e immerso in una bella cornice naturale illuminata dal giallo delle ginestre e attorniato da una campagna in gran parte intatta.

Gradara - San Leo

Le rocche di Gradara e San Leo rappresentano un polo d'incontro per numerosi turisti che affollano il centro Italia.


Gradara

La rocca di Gradara fu realizzata tra l'XI e il XV secolo e divenne teatro della perenne lotta tra i Malatesta e i Montefeltro, per passare in seguito sotto il dominio degli Sforza.
Non sono state tuttavia le diatribe tra nobili famiglie a dare fama alla Rocca e a farne un luogo ricco di suggestione, quanto il sommo poeta Dante Alighieri. Nel V Canto dell'Inferno, la Divina Commedia racconta la passionale e tragica storia d'amore che coinvolse Paolo e Francesca, assurti a coppia simbolo degli amanti d'ogni epoca.
Si racconta che la loro turbolenta relazione ebbe come scenario proprio la Rocca di Gradara e la camera degli amanti ospitata all'interno della fortezza, suggerisce ancora l'atmosfera di una appassionante e tragica evoluzione di sentimenti.

San Leo

La rocca di San Leo fu realizzata in epoca medioevale e qui - ultima capitale dell'Italia del primo millennio - nacque il Sacro Romano Impero di stirpe germanica. Nel XV secolo la rocca fu ampliata dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini per volere di Federico II da Montefeltro.
L'inespugnabile Rocca conserva i ricordi legati agli ultimi giorni di vita del celebre Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto con il nome di Conte di Cagliostro. Un personaggio al confine tra storia e leggenda; alchimista, medico, mago e massone, Cagliostro fu bollato come truffatore dal Governo Pontificio che lo condannò al massimo della pena: la morte. Non servì a molto la commutazione della pena in carcere a vita: la prigione prescelta - la Rocca di San Leo appunto - si rivelò luogo di lenta agonia. Rinchiuso dapprima nella cosiddetta Sala del Tesoro, e poi trasferito nel "pozzetto", Cagliostro morì dopo quattro anni, rifiutando i sacramenti.

Rocca di Cagli - Castello Brancaleoni - Rocca Fregoso

Da Fano, è possibile giungere a Cagli con estrema facilità percorrendo la Flaminia o la superstrada Fano-Roma. Cagli, anticamente nota come Cale, fu prima umbra e poi romana. Ricco il suo patrimonio artistico e architettonico: anche qui il celebre architetto militare Francesco di Giorgio Martini lasciò un segno del suo ingegno, realizzando nel 1481, per volere di Federico II, il torrione della Rocca che si presenta intatto come se i secoli non fossero mai trascorsi.
Non lontano si trova la montana Piobbico, anticamente Publicum, borgo dominato dall'imponente castello Brancaleoni, una costruzione di grandi dimensioni, suddivisa in molteplici stanze, che oggi sono spesso allestite con mostre di notevole pregio.
Il nostro itinerario prosegue Sant'Agata Feltria, dove è possibile visitare Rocca Fregoso, fortificazione quasi sospesa a strapiombo sulla roccia, costruita in varie fasi tra il XII e il XV secolo, fino alla ristrutturazione dovuta a Francesco di Giorgio Martini. All'interno della Rocca è stato allestito un interessante museo di armi.

Natura

Natura

Sulla costa il profumo della salsedine e le mille sfumature dell'azzurro del mare, nell'entroterra i colori sfaccettati di una flora rigogliosa: le Marche hanno un cuore verde che merita di essere scoperto, dalle Grotte di Frasassi ai parchi naturali, dai siti geologici della Gola del Furlo ai lupi dell'Appennino.

Casa Archilei

Nell'immediata periferia della città si trova Casa Archilei, centro didattico di educazione ambientale ideato dalle associazioni naturalistiche fanesi e istituito nel 1989 dall'Amministrazione comunale di Fano che ha messo a disposizione una vecchia casa colonica e l'area circostante con circa 1,3 ettari di terreno. La finalità di Casa Archilei è quella di dare vita a un "centro motore" nel quale far incontrare energie e esperienze del volontariato del settore ambientale per progetti e azioni pratiche a vantaggio della collettività.
Le varie attività che si svolgono a Casa Archilei - educazione ambientale per studenti, biblioteca specialistica, banca dati sul bacino del Metauro, osservazioni meteo, ricostruzione di ambienti naturali, assistenza ad animali in difficoltà, orto biologico, ecc.- hanno come metodologia quella di "imparare facendo", valorizzando, quindi, un apprendimento attivo e una curiosità verso la natura e il mondo scientifico.
Casa Archilei è gestita da un comitato di cui fanno parte sia gli enti pubblici che le associazioni naturalistiche Argonauta, Kronos e ENPA. Fa parte del progetto "Fano, la città dei bambini" e nel 1996 è stato riconosciuto come Laboratorio Territoriale della Regione Marche.

Casa Archilei, via Ugo Bassi, 6 - tel. e fax +39.0721.805211
e-mail: archilei@mobilia.it; sito internet: www.archilei.it

Gola del Furlo - Acqualagna

Percorrendo la Flaminia in direzione Fano-Roma è inevitabile il passaggio sotto la galleria del Furlo, situata ai piedi dell'omonima Gola che divide in due quello che una volta era un unico massiccio.

Per milioni di anni il fiume Candigliano l'ha solcato lasciando una profonda spaccatura sul suo percorso. È anche per questo motivo che i nostri monti racchiudono una sorprendente varietà di elementi interessanti. Primo fra tutti è sicuramente quello naturale.

Il Furlo ospita animali selvatici di grande valenza ecologica (Lupo, Aquila reale, Albanella minore, Falco pellegrino, Sparviere, Gracchio corallino, Picchio muraiolo) e piante di interesse botanico (Moehringa papulosa, Salix apenninica...). Per non parlare poi dei 2500 ettari di foreste demaniali, delle due Aree Floristiche che sono veri e propri cantieri biologici in costruzione.

In questa stupenda cornice naturale è possibile un meraviglioso viaggio nella storia della terra che, attraverso le successioni geologiche visibili sulle pareti calcaree della gola, è alla portata di tutti.
Tra gli altri elementi interessanti si deve evidenziare anche l'antica tradizione contadina, dalla quale deriva la recente cultura culinaria legata al tartufo. I Monti del Furlo e la vicina Acqualagna sono annoverati tra i principali produttori di tartufo nero e tartufo bianco pregiato del centro Italia.

Parco del San Bartolo - Parco Simone e Simoncello

Più di mille e seicento ettari suddivisi tra i comuni di Pesaro e Gabicce Mare, questa l'estensione del Parco Naturale del San Bartolo, che emerge dalle basse spiagge romagnolo-marchigiane in un susseguirsi ondulato di speroni e vallecole, intervallati da suggestive pareti a strapiombo. Le cime maggiori, Monte Castellaro e Monte Brisighella sfiorano i 200 metri, ma permettono comunque un'ampia visione sulla costa e sul mare e le falesie a strapiombo costituiscono un paesaggio marino insolito in mezzo alle nostre coste prevalentemente sabbiose. La falesia che guarda a mare mostra aspetti geologici di grande interesse, è possibile ammirare pesci fossili e rari cristalli di gesso. Alla base della falesia corre una sottile spiaggia di ghiaia e ciottoli, risultato del franamento delle pareti sovrastanti. I
 

Il Parco del San Bartolo presenta, inoltre, esempi di flora, vegetazione e fauna di raro interesse. Tra questi spicca la fioritura di ginestre odorose che a maggio colorano di giallo le pendici dei colli che guardano il mare. La vegetazione presenta soprattutto piante 'pioniere', ma non mancano piccoli boschi impreziositi dalla presenza del cerro. Rilevante anche la fauna, in inverno soprattutto, si ammirano varie specie di uccelli marini, come la strolaga minore, gli smerghi, il cormorano dal ciuffo, l'oca selvatica, la moretta codona, l'orchetto marino e altre ancora.

La gestione del Parco, iniziata nell'agosto 1996, intende proporsi all'attenzione dei visitatori con una struttura moderna: laboratorio didattico per il mondo scientifico e centro di educazione ambientale per i giovani. Il parco comprende una fauna molto diversificata, fra cui rapaci, lupi, cervi e cinghiali. Flora e vegetazione crescono rigogliose e con esemplari difficilmente ammirabili altrove.

Genga - Grotte di Frasassi e Parco della Gola della Rossa

Qualche chilometro in più è certamente giustificato dalla straordinaria bellezza del parco naturale di Frasassi e della Gola Rossa. Per giungere a Genga, centro dell'entroterra anconetano, è sufficiente percorrere la A14, uscire ad Ancona Nord, quindi proseguire per la superstrada Ancona-Roma uscendo a Genga- Sassoferrato.
Ci si troverà di fronte un'angusta gola detta Gola di Frasassi. Ai piedi vi sorge Genga, centro turistico dove l'attrazione che più di ogni altra richiama visitatori è senza dubbio quella delle Grotte di Frasassi.

Le Grotte costituiscono un complesso ipogeo definito come uno dei più belli al mondo. Il Gruppo speleologico CAI di Ancona le scoprì nel 1971 e già tre anni dopo si decise di aprire al pubblico quello che apparve da subito un tesoro di inestimabile valore, un'attrazione dal raro potere suggestivo. Negli anni, il percorso destinato ai visitatori è stato corretto e migliorato per accentuare, con i giusti accorgimenti scenografici, i colori e le forme delle concrezioni, stalattiti e stalagmiti, ma anche i naturali giochi d'acqua e le volte maestose. È possibile visitare le Grotte durante tutto l'anno, ad eccezione del 1° gennaio, 4 e 25 dicembre.

Frasassi fa parte, dal 1997, del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, la più grande area protetta regionale. Un viaggio nel Parco è un viaggio alla scoperta dei tesori storico-artistici, celati da paesaggi ricchi di fascino ed armonia, immersi in una natura integra e rigogliosa. Gli scenari naturali sono inseriti in un'area più vasta, quella della Comunità Montana dell'Esino-Frasassi e i comuni interessati dall'area del parco sono Arcevia, Fabriano, Genga e Serra San Quirico, centri dalle molteplici ricchezze storiche, archeologiche e culturali.

Proseguendo verso l'entroterra pesarese, è possibile visitare un altro parco naturale ricco di piacevoli sorprese per il turista curioso e anche per chi è solito cimentarsi in impegnative escursioni nel verde. Situato nel cuore del Montefeltro, in un territorio ricco di testimonianze storiche e di particolare pregio naturalistico, il Parco naturale regionale del Simone e Simoncello si estende occupando parte della superficie di vari comuni: Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pian di Meleto, Pennabilli e Pietrarubbia.

Porto e mare

MARINA DEI CESARI E PASSEGGIATA DEL LISIPPO

Marina dei Cesari è un vero e proprio ‘porto in città’: la nuova darsena è infatti situata a pochi passi dal centro storico di Fano ricco esercizi commerciali, attività culturali e monumenti storici perfettamente conservati. Il porto turistico sorge a fianco dell’antico porto commerciale, un’area ricca di colore e di vita, con le caratteristiche casette dei pescatori affacciate sul mare, le due lunghe spiagge, una di ciotoli, l’altra di sabbia, i ristoranti, gli alberghi, occasioni di ritrovo che arricchiscono i servizi offerti dal porto turistico e rendono il soggiorno a terra un’occasione in più di vacanza e divertimento.

Il porto turistico di Fano è in grado di ospitare 420 barche da 7 a 40 metri e di fornire tutti i servizi in banchina necessari per garantire sicurezza e comfort.

La Marina dei Cesari è raggiungibile anche a piedi dal lungomare Sassonia percorrendo la Passeggiata del Lisippo, un collegamento su pontile fisso, protetto dagli scogli, che si affaccia direttamente sul mare.

 

 

Il percorso panoramico è accessibile a ciclisti, pedoni e portatori di handicap. La lunghezza dell'intera passeggiata, poco più di un chilometro, la rende una tra più lunghe della costa adriatico. Al termine della passeggiata, con vista sul porto turistico, si può ammirare una copia della statua del Lisippo, la nota scultura bronzea ritrovata nel mare Adriatico da pescatori fanesi nel 1961. La scultura, datata tra il IV e il II secolo a.C. e attribuita, su base esclusivamente stilistica, allo scultore greco Lisippo o ad un suo allievo, è oggi conservata presso il Getty Museum di Malibù, in California. Vari governi italiani, insieme anche alla Regione Marche e al Comune di Fano, negli ultimi anni hanno reclamato il ritorno della statua in Italia, ma il museo americano ha sempre replicato negativamente e ritenuto infondate le richieste a causa dell'impossibilità di stabilire con precisione il luogo del recupero.

LUNGOMARE SASSONIA E LIDO

Le spiagge di Fano si dispiegano per una lunga fascia costiera che va da Pesaro a Ponte Sasso. Il litorale a nord è protetto da colline ricoperte di macchia mediterranea che colorano di verde il mare sottostante. Di fronte alla città, due spiagge, divise dai moli del porto, hanno diverse caratteristiche. A ponente, il Lido offre un tappeto di sabbia fine e dorata.

A levante la “Sassonia”, con ciotoli tondi e levigati, ha spazi protetti per il gioco dei bambini con tanta sabbia e giardini accoglienti.

Inoltre, una vacanza all'insegna della quiete e di tutto relax si può vivere nella località balneare di Torrette, nella costa immediatamente a sud di Fano, che offre una spiaggia di sabbia finissima, alberghi, campeggi e ristoranti che si affacciano direttamente sul mare.

Fano, inoltre, ha ottenuto anche quest'anno il riconoscimento della Bandera Blu, prestigioso premio che attesta la qualità della vita e dell'ecosistema – prima di tutto la purezza dell'acqua – ma anche la pulizia delle coste, il livello dei servizi urbani, la sensibilità e il rispetto per il paesaggio e i beni culturali.

Dopo la Bandiera Blu, Fano è stato insignito del riconoscimento della Bandiera Verde, che viene annualmente assegnato dai pediatri italiani a quelle località considerate idonee ad ospitare famiglie e bambini. Fano, Città dei Bambini, per tradizione, ha visto svilupparsi un turismo a carattere prevalentemente familiare che nel corso degli anni si è arricchito di numerosi servizi dedicati proprio espressamente alle famiglie e soprattutto ai loro bambini.

 

Altro significativo premio di cui Fano può vantarsi è il positivo riconoscomento da parte di Legambiente e della storica Goletta Verde che ogni hanno controlla il mare italiano, in relazione al buono stato di conservazione dell'ambiente marino e costiero, nonché la qualità dei servizi ricettivi.

IL MERCATO DEL PESCE ALL'INGROSSO

La città di Fano, fin dall'epoca romana, per la sua posizione geografica sentì subito l'esigenza di un porto. Già dal XII secolo Venezia ebbe rapporti con il porto di Fano. Porto che fu rifatto nel 1616, sotto papa Paolo V Borghese (Darsena Borghese), e ampliato nell'Ottocento. Grazie a questo intervento si è attuata la suddivisione dell'ambito portuale in tre diverse aree funzionali dedicate alla attività della pesca, alla cantieristica e al diporto.

Il mercato del pesce all'ingrosso, a partire dal 1912, venne collocato in un magazzino nella zona Liscia. Successivamente si trasferì presso la Casa del marinaio in via Francesco Castracane presso il Porto-canale e nel 1931 nelle logge della Darsena Borghese, vicino allo sfocio del Canale Albani.

Anche questa ubicazione si rivelò man mano insufficiente, tanto che si dovette costruire un apposito edificio lungo Viale Adriatico, inaugurato nel maggio del 1939.

Attualmente l'edificio svolge ancora le sue funzioni e vi si tengono le aste per la vendita all'ingrosso.

I TRABUCCHI

I Trabucchi sono costruzioni marinare che appartengono al vasto campionario dell'architettura popolare delle Marche. Vengono indagate a partire da Gabicce Mare fino a San Benedetto del Tronto.

Che le si chiami, a seconda degli idiomi locali, bílancion, quadri, lugerne, pésche o trabucchi, queste curiose attrezzature per la pesca da terra simili a palafitte presentano sulla piattaforma un casotto di legno circondato da un'incastellatura di tiranti e sostegni, con passerelle proiettate sull'acqua e sugli scogli.

Realizzate con un armamentario costruttivo fatto di materiali di recupero, con pali ed assi di legno, cavi e tubi di ferro più o meno corrosi dall'acqua e dalla salsedine, costituiscono un concentrato di tecnica sapiente, passata esclusivamente al vaglio dell'esperienza.

Seppur sottoposte alle intemperie invernali ed ai cocenti raggi del sole d'estate, schiaffeggiate dalle mareggiate e dalla bora, sono l'habitat ideale per chi, per necessità o per passione, pesca con le gigantesche reti quadrate.

Nel territorio ci sono anche due spiagge attrezzate per cani e famiglie con libero accesso al mare e i cani possono stare sotto l'ombrellone e rilassarsi!

Maggiori informazioni degli stabilimenti si possono trovarsi nei relativi siti: